10 cose da non fare quando invii il tuo manoscritto a un editore

  1. dire che hai depositato il manoscritto alla SIAE: stai inviando il tuo testo a dei professionisti, far intendere che non ti fidi di loro e che ti sei tutelato non è un buon biglietto da visita. Se pensi che siano dei cialtroni e dei truffatori, perché ti stai rivolgendo a loro?
  2. allegare file PDF: questo tipo di formato non è flessibile, gli editori preferiscono ricevere file word che possono formattare in base alle esigenze (per essere stampati o letti su e-reader)
  3. inserire una grafica di copertina: se sei un autore invia un testo. Le immagini appesantiscono il file. Sarà l’editore – se dovesse decidere di pubblicarti – ad affidare all’art director e ai grafici il compito di realizzare la copertina.
  4. sminuirti o incensarti: buongiorno, sono una casalinga disperata semianalfabeta madre di cinque figli che si diletta a scrivere schifezze nel poco tempo libero. Eccole in allegato.
    Buongiorno, sono una grandissima scrittrice, il manoscritto che trovate in allegato è quanto di più originale, innovativo, ben scritto vi sia mai capitato di leggere. La password per aprire il file è: il_prossimo_bestseller_che_vi_pentirete_di_non_aver_pubblicato
    In entrambi i casi, no. Non sminuirti e non incensarti. Limitati ai fatti.
  5. spedire a caso: ogni editore ha una linea editoriale precisa e delle collane prestabilite, dei contenitori in cui entrano libri fatti in un certo modo e destinati a un certo pubblico. Mandare un albo illustrato a un editore che non pubblica albi illustrati è una perdita di tempo per te e per l’interlocutore. Invia poco ma agli editori giusti, a quelli che pubblicano esattamente il tipo di libro che hai scritto e che vorresti veder pubblicato.
  6. dilungarti: il dono della sintesi è – appunto – un dono. Non scrivere mail di accompagnamento chilometriche in cui racconti la tua vita e la tua passione per la scrittura dal primo tema a oggi e la genesi del romanzo dal primo barlume di idea alla stesura definitiva: non interessa a nessuno. Seleziona poche informazioni cruciali, le tre che possono aumentare le tue chance di pubblicazione.
    Hai scritto un romanzo storico con protagonista Napoleone? Allora ha senso scrivere che sei un appassionato di storia.
    Se hai scritto un manuale sulle piante la tua laurea in biologia e la tua esperienza come guida in un orto botanico sono utili.
    Se hai già pubblicato o vinto dei concorsi, segnalali. Purché siano pubblicazioni e premi rilevanti.
  7. imporre condizioni: gli editori sono loro, sono dei professionisti, sanno come si fa il loro mestiere e tu sei certo che lo facciano bene perché hai visto i loro libri in libreria e hai pensato che sarebbe bellissimo pubblicare con loro. Quindi fidati di chi ne sa. Non dire che se la copertina non è come dici tu allora si attacchino, o che l’illustratore deve essere tuo cuggggino, o che non accetterai nessuna modifica al testo perché tu sei il genio e il libro te l’ha dettato dio in persona.
    Se vuoi fare a modo tuo e avere il controllo su diversi aspetti della pubblicazione, scegli di autoprodurti, è una alternativa degnissima se affrontata in modo consapevole. Se vuoi pubblicare con un editore, rispetta la loro professionalità.
  8. inviare solo l’allegato: è vero che il tuo libro dovrebbe parlare per te e bastare a sé stesso, ma quando si invia una mail è buona educazione scrivere un oggetto, salutare e presentarsi. Spiegare brevemente chi, cosa, come, dove, quando ma soprattutto perché. Una mail senza testo viene cestinata immediatamente.
  9. parlare male di altre realtà editoriali: le brutte esperienze in editoria capitano e non fanno piacere. Sbatterle in faccia ad altri professionisti del settore però, è un boomerang. Quando ti presenti a un editore, non parlare male di altre case editrici, è maleducato e ti mette in cattiva luce.
  10. inviare la stessa mail a decine di destinatari contemporaneamente: per aumentare le tue chance di pubblicazione devi inviare email personalizzate in base all’editore. Devi far capire che sei un professionista e non un pazzo o un maleducato. Inviare email personalizzate implica studiare il catalogo dell’editore e individuare la collana in cui il tuo libro potrebbe essere collocato.

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Ti darò alcuni suggerimenti per migliorarla (questa opportunità fa parte del mio servizio gratuito consulenza base)

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